Concerto contro la guerra a Roma
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Per Silvana Simone
 
“Per cielo, per terra, per mare
quanti viaggi, quanti drammi
da affrontare …”

 
Una canzone venuta dal cuore e che colpisce dritta al cuore: noi kurdi tutti, insieme a coloro che sono sensibili al dramma del popolo.
 Conosciuta in uno dei nostri momenti più difficili e tristi, nello stesso tempo pieni di speranza, quando a Roma nel novembre 1998 migliaia di kurdi salutavano ed aspettavano il proprio presidente indiscusso Abdullah Ocalan, una donna, una cantautrice italiana è riuscita a cogliere i sentimenti più profondi di noi kurdi e trasferirli in una splendida canzone, una canzone che commuove e grida la rabbia e il dolore di un popolo.
Sono pochi gli amici sinceri del popolo kurdo, ancora meno quelli capaci di trasferire il nostro dolore e la nostra speranza con le parole giuste, che si fanno musica e canto.
Al “Concerto contro la guerra” di Roma sabato 10 Nov in piazza Bocca della Verità, ospite a sorpresa (dopo vari interventi tra cui Sabina Guzzanti, Agricantus ed altri) è stata ancora Silvana, a donarci brividi di emozione. Sentirla cantare con quella sua forza straordinaria e vera, l’espressività dell’artista  pura;  è stato come (e non solo per noi), coinvolgere tutte le migliaia di persone presenti, in un unico abbraccio.
 Silvana ha avuto la possibilità di festeggiare con noi kurdi, in duecentocinquantamila la voglia di pace e di libertà anche in Germania, gridando e cantando insieme, per la fratellanza e la convivenza dei popoli, onorandoci con la sua presenza.
    In pochi durante tutti questi anni sono riusciti a dimostrare la propria sensibilità e comprensione, ma anche la condivisione del dramma di un popolo, quel popolo kurdo che in troppi vogliono ignorare e colpevolizzare. Un popolo che non molti sanno chiamare per nome, tanto meno sanno comunicare ai loro cuori.
     In pochi sono stati capaci di avvicinarsi con sincerità ed onestà al popolo kurdo nei momenti più difficili, riuscendo a trasmettere la propria vicinanza e solidarietà, conferendo speranza nei cuori e incitando all’unione.
     La canzone “La danza nel freddo” che Silvana ha saputo regalarci, come popolo kurdo, è un dono inaspettato e apprezzato, che custodiamo come un prezioso ricordo dell’amicizia che unisce due popoli. Per questo non possiamo che esserle grati e riservarle un posto speciale fra gli amici veri.
     Ogni volta che ascoltiamo la sua splendida canzone ci ricordiamo dei momenti condivisi quelle notti a Roma in Piazza Kurdistan con nostalgia e rammarico, perché la sua è una canzone di speranza, la speranza che in quelle notti ci faceva restare ad aspettare al freddo e nel vento, danzando per riscaldarci e continuare a sperare.
     Salutiamo dal profondo dei nostri cuori una donna ed un’artista sincera e piena di risorse, che non vorremmo perdere e a cui continueremo ad essere riconoscenti.
                                    
                                                                                           
                                                                              Hevi Dilara (ARTECULTURA)

admin @ 5:53 am

Silvana Simone 2010