Lettera a Silvana da Pino Correnti
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da Pino Correnti

(ex direttore del teatro Manzoni di Milano e scrittore)

a SILVANA SIMONE

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Carissima Silvana,

Lydia ed io abbiamo ascoltato con interesse, viva partecipazione e poi commozione il tuo, a tratti sconvolgente, CD “L’ Utopia ti cingerà la vita”. Che dirti a botta calda? Intanto che la tua bellissima voce conserva il serto perenne di rose dell’ eterna gioventù, e che, sulle ali della tua Poesia, s’innalza, oltre i candidi nevai di purissime cime, sugli alti cieli incontaminati da cherosene, perché Tu voli sempre più su, come “volava” un altro pugliese, quel Domenico Modugno di cui fui tanto amico e che, fosse ancora vivo, certamente Ti avrebbe apprezzato col nostro stesso sentire. Non esagero, carissima Silvana : sono quasi certo che forse Mimmo ti avrebbe ammirata con una puntina di stupefatta invidia, per la nessuna contaminazione della tua scrittura poetica e musicale, con il “commerciale”.

Ricorderai come nel tempo bellissimo di Cefalù, quando ti scritturai assieme al pianista M°. Chico Scimone, più volte io ti abbia suggerito di restare….. con i piedi un pò per terra, per il raggiungimento di quel grande successo popolare, ch’era senz’altro alla tua portata. Ma in quella tua bellissima testolina bionda c’è dentro un’ indomabile caparbietà che ti ha portato, con inflessibile determinazione, a ripiegarti unicamente sui tuoi sogni, non disposta a farli interrompere da chicchessia.

E forse hai ragione tu, quando dialoghi solamente con Euterpe, tua sorella in musica, anche se a me appari come dionisiaca baccante che, al posto del tirso, agiti la tua azzurra chitarra nel coinvolgerci in “emozioni sconosciute”.Un CD, dunque, per pochi eletti ? No: tu tendi il filo che ti unisce ad ogni creatura, purché voglia ascoltarti per sentirti cantare della gioia nell’umano amore, con calde labbra… umide. Quanta carica di sesso ed autentica voluttà per i tanti, i troppi che hanno dimenticato quel “chiaro che brucia” del vero amore carnale ….

Presto sarà Natale e vorrò ancora risentire, nel tripudio dei tanti fasulli “Babbi Natale”, la tua sorridente e accattivante canzoncina a “Stella, Stella”. Perché tu non sei sempre solamente “impegnata” con i tuoi testi e le musiche di “Non si può più aspettare” e la forte “A voi guerrafondai maledetti” che ti fa sorella alla prima J. Baez. Ma poi eccoti ad aprirti ancora come un fiore e … anche se i tuoi petali fossero carnivori, lascerei che questi si richiudessero su di me insetto, mentre beato me ne sto a sùggere il tuo nettare, visto che non ti negherai a me!

Lo so, Silvana, i corvi ci hanno tarpato le ali, eppure, vedi, siamo ancora qui a tentare.. Tu sola, Silvana, canti per tutti, perché c’è ancora un Utopia da coltivare, affinché qualcosa possa davvero cambiare, anche se ormai, almeno per me, s’è fatto troppo tardi… Ma finché si possa ancora sperare, basta pensare ai sogni color di rosa di un piccolo Tom, cui si possa dire “Ciao” lungo il cammino di strane maree nel soffio del vento …. Vedi Silvana, con le tue parole, che sono altissima Poesia, ho riempito questa paginetta che ti

canta con la tua Voce!

Grazie Silvana, per il dono che hai voluto farci.

Ci hai fatto ancora dono del miracolo della tua voce.

 

Pino e Lydia

admin @ 5:50 am

Silvana Simone 2010